LICATA Referendum, insospettabili contro
Da “La Prealpina” del 27/03/2026

Referendum, ha vinto il No. Cosa è successo?
In politica, come nella vita, bisogna sempre fare sana autocritica. Il testo della riforma poteva essere forse migliorato e la comunicazione gestita meglio, con toni più sobri, messaggi più chiari e maggiore spirito di unità e trasversalità. Persino all’interno del centro destra alcuni elettori sono stati convinti a votare No da informazioni inesatte sui contenuti della legge e sugli scopi del referendum. Al netto di questo, è evidente che la campagna referendaria ha incontrato il fuoco di fila dei partiti che sono contro le riforme, anche di alcuni insospettabili.
Insospettabili, ad esempio?
Mi ha stupito la posizione di Italia Viva, partito che un tempo si definiva riformista. E che invece ha tradito la propria battaglia storica per una Giustizia giusta, sull’altare della convenienza politica e dell’alleanza con il PD, i Cinque Stelle e la sinistra estrema.
Italia Viva è il suo ex partito…
Non rinnego quella esperienza, ma oggi forse sono più chiare le ragioni del mio abbandono. A fronte di un’occasione storica per l’Italia, Renzi prima non ha fatto campagna elettorale, poi ad un giorno dal voto ha fatto intendere che avrebbe votato Sì, probabilmente per placare i propri sostenitori, e infine, a spoglio concluso, ha dichiarato che non rivelerà mai se ha votato Sì o No. La mia è una semplice constatazione: ci sono snodi politici cruciali nei quali serve chiarezza, non tatticismi e furbizie. Per questo mi fa particolarmente piacere che Forza Italia mantenga una linea di coerenza, specie quando si parla di riforme che servono al Paese, alle quali continueremo a lavorare.
Come sta Forza Italia?
Forza Italia è un partito in salute che continua a crescere e ad attrarre elettori che in una formazione politica cercano qualità, buon senso e attenzione alla persona. Ma nel partito si sente anche una spinta positiva ad aprire una fase nuova. Le turbolenze geopolitiche, la crisi energetica e del potere d’acquisto, l’irruzione dell’intelligenza artificiale: sono alcuni elementi di forte discontinuità con il passato, che richiedono ad un partito come Forza Italia un rinnovato impegno. Fissando nuovi obiettivi ambiziosi, coinvolgendo le migliori energie della società, a cominciare dai giovani, e offrendo una casa ai tanti che non si sentono rappresentati da partiti che puntano sull’ideologia senza produrre concrete azioni positive. In questo senso, i prossimi congressi, annunciati dal segretario nazionale Tajani, saranno un’occasione per avviare un nuovo percorso di protagonismo e di partecipazione, che va ulteriormente allargato.
E in Regione?
La crescita di Forza Italia è particolarmente visibile in Regione, dove il gruppo è cresciuto dai 6 consiglieri iniziali agli 11 attuali. Una crescita che porta con sé la responsabilità di utilizzare questo maggior peso politico per incidere ulteriormente sulle politiche regionali, soprattutto riguardo a questioni di grande impatto per il benessere dei cittadini. Sulla Sanità, per citare il tema più dibattuto, Forza Italia ha sviluppato un piano di azioni strategiche da realizzare anche superando schemi ed equilibri del passato. Un nuovo corso, insomma, anche in Regione, contro nessuno, ma determinati a dare le risposte che i cittadini attendono.
Torniamo sul nostro territorio, il prossimo anno si voterà a Varese, Busto Arsizio e Gallarate, come vi state muovendo?
Stiamo lavorando insieme agli alleati del centrodestra per proporre ai cittadini progetti e persone adeguate ad affrontare le tante istanze, con uno slancio verso le prospettive di sviluppo del nostro territorio. La provincia di Varese ha molte carte da giocare, ma le forze politiche devono contribuire a fare sistema, spostando il confronto dalle polemiche alle proposte. Se sapremo creare questo clima, oltre ai progetti arriveranno anche i nomi adatti a rappresentarli. A Varese, ad esempio, si sta facendo un ottimo lavoro con gli Stati Generali, che hanno tracciato un metodo centrato sui contenuti, che proseguirà.
Chi sarà a Varese il candidato sindaco del centro destra?
Varese è una città con molte anime. Serviranno persone capaci di entrare in sintonia con i “motori” dello sviluppo economico, ma anche con le esigenze dei cittadini che combattono quotidianamente per andare avanti tra mille difficoltà. Dunque, la scelta chiave non è tra il politico e il civico, ma in favore di chi può portare competenze e la capacità di dialogare con tutti i “mondi” che coesistono in città.
Da che parte starà l’ex Terzo Polo secondo lei?
Non lo so, ma agli elettori di Azione, Italia Viva e +Europa ricordo la frase di De Gasperi, secondo cui “politica vuol dire realizzare”. Ecco, in Lombardia e in Italia oggi il centro moderato che va oltre la teoria e realizza azioni concrete di bene comune è Forza Italia. Apriamo un dialogo e lavoriamo insieme per il futuro delle nostre città anche in provincia di Varese.
