In commissione Sanità la petizione per il mantenimento dell’ospedale di Gallarate, Licata (IV): «Petizione sia occasione per risolvere criticità e lacune dell’accordo di programma»

Tratto da VareseNoi.it

«Tredicimila firme vogliono dire che il percorso decisionale ha mancato di trasparenza»: così il consigliere regionale di Italia Viva in commissione Sanità al Pirellone. È stata presentata la petizione promossa dal consigliere di Gallarate Massimo Gnocchi per chiedere il mantenimento del Sant’Antonio Abate.

“13.000 firme vogliono dire che questo accordo di programma presenta troppe incognite, criticità e lacune e che il percorso decisionale ha mancato di trasparenza”, così il consigliere regionale Giuseppe Licata (Italia Viva) intervenendo in commissione Sanità durante la presentazione della petizione promossa dal consigliere comunale di Gallarate Massimo Gnocchi per chiedere il mantenimento dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Gallarate.

“Rilevo – spiega Licata a margine della commissione – che l’attuale accordo di programma per la realizzazione del nuovo ospedale di Busto Arsizio e Gallarate abbia una natura più infrastrutturale che sociale e sanitaria, non chiarendo soprattutto la futura destinazione delle due strutture ospedaliere di Gallarate e di Busto Arsizio e non fornendo sufficienti garanzie sulla effettiva offerta e qualità dei servizi sanitari in quel territorio quando i lavori saranno ultimati, né nella fase transitoria di esecuzione delle opere.

La petizione presentata oggi in Commissione ritengo debba rappresentare un’occasione per una necessaria e più approfondita discussione sull’accordo di programma del nuovo Ospedale, chiarendone gli aspetti più nebulosi e introducendo una nuova visione d’insieme che vada oltre il semplice progetto dell’immobile.

Una integrazione, insomma, all’attuale accordo di programma, che intendiamo formalizzare all’interno di una Risoluzione, da costruire in Commissione Sanità e portare poi in Consiglio Regionale, ovviamente con il coinvolgimento delle amministrazioni comunali. Questa la proposta che, insieme ad altri consiglieri regionali, faremo all’Assessore Guido Bertolaso e alla presidente della Commissione Sanità Patrizia Baffi”, conclude. 

Ospedale, in Regione le preoccupazioni dei gallaratesi. L’opposizione chiede di mettere nero su bianco gli impegni

Tratto da VareseNoi.it

La commissione Sanità si è occupata della petizione sottoscritta da 13mila cittadini, promossa da Obiettivo Comune. I consiglieri Ferrazzi e Licata hanno proposto una risoluzione relativa agli impegni da prendere da qui alla realizzazione dell’ospedale nuovo di Busto e Gallarate. Ma per gli esponenti di maggioranza Monti e Zocchi non servono ulteriori atti: «Impossibile mantenere due ospedali a 5 chilometri di distanza», hanno detto.

Le ragioni della mobilitazione

Gnocchi ha ricordato che «lo scopo di questa petizione sovracomunale è chiedere la ridefinizione dell’intervento denominato “ospedale unico” di Regione Lombardia, trasformandolo eventualmente in “ospedale nuovo”, da far nascere come polo di eccellenza a supporto dei servizi sanitari e ospedalieri di Gallarate e Busto Arsizio».

«L’ampia, sorprendentemente partecipata manifestazione davanti al Sant’Antonio Abate ci ha convinto della necessità di avviare questa raccolta firme – ha spiegato –. Con la convinzione che l’ospedale non dovesse essere chiuso. Le 13.086 firme sono state depositate lo scorso 29 settembre, alla vigilia del 150esimo anniversario dell’ospedale. Anche alcuni medici hanno sottoscritto questa petizione. È un appello che portiamo a questo tavolo, con la richiesta di riconsiderare il progetto».

Licata: «Percorso decisionale poco trasparente»

Licata ha parlato di «percorso decisionale poco trasparente. È mancato il coinvolgimento nelle giuste modalità dei cittadini che adesso cercano di dire la propria. La petizione deve essere l’occasione per ripartire con un ragionamento che porti a una sanità più efficiente nel territorio. Si rimettano in discussioni certi aspetti poco chiari a noi consiglieri e certamente anche ai cittadini».

A margine ha aggiunto che «l’attuale accordo di programma ha una natura più infrastrutturale che sociale e sanitaria, non chiarendo la destinazione delle due attuali strutture ospedaliere e senza sufficienti garanzie sulla effettiva qualità dei servizi sanitari quando i lavori saranno ultimati, né nella fase transitoria di esecuzione delle opere».
Necessaria, dunque, «una integrazione all’attuale accordo di programma, che intendiamo formalizzare all’interno di una risoluzione, da costruire in commissione Sanità e portare poi in Consiglio regionale.